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I GIOVANI ARTISTI PAGANO L’INADEGUATEZZA DEL SISTEMA ITALIA PER L’ARTE

Perché l'Italia rimane sempre in ombra rispetto ad altre nazioni, pur essendo un Paese vivo in termini di produzione artistica?
Forse perché a chi crede nell’arte le istituzioni danno con la mano destra, ma tolgono con quella sinistra. 

Sapevi che negli anni 80, potevi pagare le tasse con un’opera d’arte? Sì, la legge 512 del 1982 permette, tutt’ora, di pagare le imposte indirette e di successione tramite la cessione allo Stato di opere d’erte validate da una commissione interministeriale. Peccato che tale commissione non si riunisca da anni. 

Però adesso c'è l'Art Bonus.

In pratica, chi effettua erogazioni liberali in denaro per il sostegno della cultura può godere di agevolazioni fiscali al 65% sotto forma di credito d’imposta. Però, i nostri politici hanno vincolato questa possibilità solo al patrimonio artistico storico tralasciando le forme d’arte più contemporanee e quindi i giovani artisti. 

Dulcis in fundo, il Piano per l’Arte Contemporanea.

Previsto per “consentire l'incremento del patrimonio pubblico di arte contemporanea, anche mediante acquisizione di opere di artisti italiani e stranieri” il Piano godeva di un fondo di 4 milioni di euro. La nuova finanziaria ne destina 3 ma solo alla promozione dell'arte contemporanea italiana all’estero. Si prevedono effetti negativi sui nostri luoghi di cultura. 

Ma per fortuna c’è il programma di fondi strutturali della Commissione Europea. Sì, ma per usarli, i soldi vanno chiesti. Nel periodo 2007-2013, ad esempio, solo il 46% sono stati spesi. Questa incapacità ci ha fatto slittare al quart’ultimo posto nella classifica dei migliori beneficiari nell’UE-27, alla pari con la Grecia. Siamo stati più bravi solo di Bulgaria e Romania.
La beffa? I fondi strutturali non spesi sono tornati all’Europa.

Il mercato dell'arte in Italia soffre anche per un altro motivo: un’imposizione fiscale particolarmente gravosa. Ciò rende inoltre i nostri operatori poco competitivi su scala internazionale e disincentiva l'acquisto di opere d'arte in Italia da parte di collezionisti stranieri.
In particolare:

Nel nostro Paese l'IVA agevolata (si fa per dire) per l'importazione di opere d'arte è pari al 10%

mentre in Francia è fissata al 5,5%

e in Gran Bretagna al 5%.

Capisci ora perché questi sono i due paesi in cui il mercato dell’arte genera i maggiori profitti su scala europea?

A rimetterci, a conti fatti, sono gli elementi più fragili del mercato dell’arte: i giovani artisti. Giovani votati all’arte che faticano a emergere solo grazie al loro talento.

È curioso come si viva in una società che esalta il cibo, la moda, i reality eppure...

non abbia nulla di tutto questo che ruoti intorno a una delle nostre pietre miliari: l’arte!

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..Un gruppo di creativi indipendenti che amano sognare ad occhi aperti. Persone del mondo che hanno consumato strade di inchiostro, colori, idee traducendole in “comunicazione”

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