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LA FORZA DELLA SCULTURA CONTRO L’OBLIO FORZATO

Perché le proteste antirazziste Black Lives Matter dovrebbero rivalutare l’importanza della scultura quale strumento di monito per giudicare il passato con distanza e rispetto.

Bagnate dalla pioggia. Riscaldate dal sole. Sporcate dai piccioni e imbrattate dall’oblio forzato: la forza delle statue e della scultura è anche questo. Da sempre, le statute sono oggetto di ammirazione o disprezzo sebbene il più delle volte ci si passi accanto senza la benché minima idea di chi sia la persona ritratta o il messaggio celato.

L’attualità ha riportato a galla l’imbarazzante omaggio (letto con gli occhi di poi) di molte società civili a personaggi della loro storia. È il caso delle sculture e dei monumenti a Cristoforo Colombo, St. Paul in Minnesota, Jefferson Davis in Virginia; il mercante e commerciante di schiavi Edward Colston a Bristol e Antonio Lopez a Barcellona.

Queste statue sono state tutte rimosse compresa una statua pubblica del filosofo prussiano Kant, in una città che prima era tedesca mentre oggi è russa.
L’incapacità a giudicare le immagini come avrebbe voluto lo stesso Kant, con distanza e rispetto, è stato proprio il tema del Padiglione Catalano curato da Pedro Azara alla 58a Biennale di Venezia. Sfigurare i volti delle statue, macchiarle con colori e scritte, decapitare e mutilare parti del corpo «indicano il potere delle immagini e la loro.

L’attualità italiana vede protagonista –ancora una volta– il monumento meneghino a Indro Montanelli. Una statua in bronzo realizzata dallo scultore Vito Tongiani inaugurata il 22 Maggio del 2006 presso i Giardini pubblici in via Palestro. Lo stesso luogo in cui il giornalista venne gambizzato dalle brigate rosse.

Nel Belpaese, il movimento di laici e antifascisti «I Sentinelli di Milano» ha chiesto in questi giorni la rimozione della statua perché il giornalista «fino alla fine dei suoi giorni ha rivendicato con orgoglio il fatto di aver comprato e sposato una bambina eritrea di dodici anni perché gli facesse da schiava sessuale».
Un orrore!

Piuttosto di cancellare, non sarebbe più intelligente aiutare a ricordare e capire. In Spagna, ad esempio, l’applicazione della Ley de La Memoria Historica del 2007 sta corredando ogni monumento di una placca per raccontare e rendere presentabile la storia.

La presenza di queste sculture è un monito. Ricorda a tutti chi siamo stati. Permettono di riflettere se solo si ha la voglia d’investire del tempo nello studio. Tra l’altro, senza dare giudizio di merito, le azioni contro di loro volte a sfregiarle permettono di dare risalto a problematiche sopite o passate in secondo piano perché non più di attualità. Forse ha davvero ragione l’account satirico di Vujadln Boskov, storico allenatore della Sampdoria: «Problemi non si risolve rompendo statua di chi ha sbagliato ieri, ma evitando di fare statua a quelli che sta sbagliando oggi».

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