L’ARTE, DEVE ESSERE O NON ESSERE?

L’Arte, deve Essere o non Essere?

(Stefano Zamagna)

L’Arte, deve Essere o non Essere?

(Stefano Zamagna)

Mi sono sempre chiesto per quale motivo spesso un’opera d’arte, per un dato periodo, non viene considerata tale e di conseguenza il suo autore non è un artista e poi improvvisamente quell’opera diventa vera arte e il suo creatore un artista da ammirare.

Quali sono le valutazioni artistiche che portano a questo riconoscimento? Chi è che determina la “densità” artistica di un opera, la massa popolare o il conoscitore autorevole del mondo dell’arte? Quando un’opera d’arte si può considerare tale, quando è comprensibile a tutti o quando ogni comprensione sfugge all’intelletto?
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Tutte queste domande ed altre di questo genere mi portano spesso a fare riflessioni sul concetto di arte, ma sviscerando l’argomento in tutte le sue sfumature, finisco sostanzialmente col darmi risposte che si contraddicono l’una con l’altra o potrei dire che qualunque risposta può essere valida.
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Forse per spiegarmi meglio potrei citare Sant’Agostino che diceva a proposito del Tempo:
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“Io so che cosa è il tempo,

ma quando me lo chiedono non so spiegarlo”.

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La stessa cosa succede a me quando penso a cos’è o cosa non è l’arte.

Provo a esporvi qualche mio labirinto cerebrale riguardo a questo argomento.

IMPRESSIONISMO
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Oggi alle mostre di opere impressioniste l’affluenza è sempre molto alta, perché ci piace la loro tecnica pittorica, le loro pennellate, i colori, i contorni indefiniti, addirittura gli spazi bianchi della tela non dipinta eppure alla loro prima mostra pubblica furono derisi e considerati, sia dalle persone comuni che dagli esperti d’arte, dei giovani pittori incapaci che non avevano voglia di lavorare.
Come mai oggi l’impressionismo lo consideriamo una pittura di grande valore artistico, anche dal punto di vista tecnico?
Forse perché col tempo abbiamo compreso che questo nuovo modo di dipingere, rispetto agli accademici di allora, è realmente un livello pittorico alto, di maggiore realismo? O perché ci siamo abituati ad osservarli e grazie al condizionamento di qualche autorevole critico d’arte ad apprezzarli, abbassando le nostre aspettative in un quadro? Cioè l’arte degli impressionisti è Arte o semplicemente noi ci siamo abituati a considerarla tale?

DADAISMO

Se prendiamo ad esempio il dadaismo mi sorgono altre domande, una su tutte:  l’Arte è quella che si comprende o quella che apparentemente non ha alcun senso?

Il movimento DADA è partito da questo concetto, espresso dal suo stesso nome che non ha un significato specifico oppure trova significati diversi nelle diverse lingue. Per i dadaisti l’arte doveva essere immediata, senza un progetto preparatorio, estemporanea proprio perché per essere vera Arte non doveva avere un significato intrinseco, non doveva essere ragionata ma doveva uscire di getto.

Da qui l’Orinatoio di Duchamp e quindi l’idea in fondo che

qualunque cosa,

oggetto, collage, pennellata

è arte.

Ma mi faccio e vi faccio questa domanda, un movimento che si dichiara anti-artistico e anti-razionale crea la vera Arte?

Diventa una contraddizione in termini: l’arte è arte quando non è arte. E aggiungo, una corrente pittorica che ricerca l’arte assoluta svuotandola di significato, non dà in realtà alla propria arte un altro significato e cioè quello di creare un’arte con un non significato?

Proseguo nel mio delirio cerebrale, per farvi capire come spesso mi trovo a camminare in dei vicoli ciechi.
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IPERREALISMO
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Quando guardo un’opera di un artista, ad esempio Iperrealista mi dico, ma quanto è bravo? Io non sarei capace di realizzare opere così realistiche. Questa è Arte! Questo ha un senso! Ma poi riflettendo con maggiore profondità mi chiedo, che significato ha un’arte che rappresenta degli oggetti reali, con una tale maestria tecnica, che va al di là del reale? L’arte vera è quella che rappresenta la realtà così come si vede?
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Ma l’iperrealismo, con i suoi virtuosismi e “ingigantismi”, dipinge una realtà più bella di quello che è, una realtà che non esiste, supera la fotografia. Non è forse più Arte una natura morta di Morandi, che è tutta poesia interiore degli oggetti, piuttosto che una natura morta riprodotta minuziosamente da un iperrealista, dandogli l’effetto dello zoom?
Non è più vuota di significato (se l’arte mai dovesse avere un significato) un’opera tecnicamente eseguita alla perfezione rispetto a un’opera dadaista o un’opera impregnata di lirismo e poesia?
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Tra le riflessioni, ammetto un po’ contorte, che faccio ce n’è anche un’altra, si tratta di un’osservazione più che altro.
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Leggendo la storia dell’arte, specie quella più vicina a noi (seconda metà Ottocento, Novecento) ogni giovane corrente pittorica si dichiarava anti accademica, volendo rompere con le vecchie regole del passato e imponendo la propria arte come vera Arte.
Fino poi creare, anche involontariamente, dei seguaci che cercano di apprendere le nuove “regole” pittoriche, le quali col tempo iniziano ad entrare nelle accademie per essere insegnate ai giovani artisti, finché non arriveranno altri giovani artisti ribelli e anti-accademici che metteranno in discussione quelle vecchie regole pittoriche accademiche, che un tempo furono anti- accademiche.

Mi chiedo per cui e vi chiedo la vera Arte è quella accademica o anti-accademica?

Ma soprattutto come si distingue l’arte accademica da quella anti-accademica? E l’arte che entra in scena come arte rivoluzionaria è sempre migliore, più evoluta di quella precedente o è vero il contrario?

Io sono abituato a farmi domande, molto meno abituato a darmi risposte, ma forse nemmeno voglio darmi delle risposte…perché una risposta implica una certezza, un’idea definitiva e assoluta…e siccome la mia arte non è né l’una né l’altra cosa…mi faccio domande e dipingo senza risposte.

Qui, in questo dialogo tra noi Arteest, mi limito a dare una mia banale definizione di arte, che per me vale solo nell’istante in cui la scrivo:

L’Arte è un puntino piccolissimo, invisibile.

Esso contiene il Nulla,

che all’improvviso può dar vita a Tutto.

Un po‘ come il Big Bang.

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Bene, hai scoperto i dubbi e le domande che Stefano si pone a proposito dell’arte antica e di quella dei nostri tempi. Avrai anche conosciuto nuovi artisti e nuove forme d’arte.
Adesso non ti resta che scoprire ed apprezzare l’arte di Stefano.
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